Al Carcere di Carinola, il primo evento dopo l’emergenza sanitaria

Al Carcere di Carinola, il primo evento dopo l’emergenza sanitaria

Carinola (CE), 28 settembre – È il primo evento al Carcere di Carinola dall’inizio della pandemia, ed è anche il ritorno de Gli Ultimi Saranno sul palco: una rinascita comune.

Il distanziamento sociale e le misure di sicurezza non hanno impedito allo spettacolo di coinvolgere ed emozionare il pubblico e i molti ospiti, su e giù dal palco.

L’artista Assia Fiorillo ha eseguito “Io Sono Te”, colonna sonora del documentario “Caine” diretto da Amalia De Simone, girato tra le carceri femminili di Salerno e Pozzuoli.

Il Videoclip ufficiale di “Io Sono Te”

Mariano De Mattia, autore e infermiere, anche lui sul palco, dopo aver ringraziato il pubblico per “il tempo di libertà” concesso, ha raccontato del suo rapporto con la natura ai tempi del COVID, e del suo dialogo immaginario con un albero, finalmente libero di correre con gli altri, lontano dagli occhi degli uomini spaventati.

Lo stesso Mariano, dopo aver partecipato all’evento, ci scrive:

Un’ onda lavica si apre un varco nel mare costringendolo, in questo abbraccio estremo, a migrare parzialmente verso l’alto. Come vapore acqueo, dopo l’ebollizione il mare raggiunge inaspettatamente il cielo ed ha di sé, per la prima volta, una percezione nuova. Finalmente si osserva da un’altra prospettiva, anche grazie al fuoco che assolve dalla colpa e dissolve ogni pregiudizio, anche grazie all’alchimico ritmo di una scopa elettrica!
Il flusso incandescente, inarrestabile ormai, continua la sua discesa verso il mare, percorrendo le scoscese pareti vulcaniche. Nell’intreccio di acqua, fuoco e sabbia il mare accoglie, placa e trasforma il fiume lavico, assumendone nel ventre calore, potenza e vigore. Come energia che rallenta sino a diventare materia, gradualmente, il magma lentamente si placa e muta in pietra lavica, Cosicché la lava arginata dall’abbraccio marino diventa a sua volta argine vulcanico della città e la difende.  

È questo lo spettacolo al quale ho assistito, lunedì 28 settembre 2020, nel teatro del carcere di Carinola! Ero nel mezzo, in prima fila, tra palco e pubblico. Come una barca sulla riva, ai piedi del fiume lavico e con il mare alle spalle. 
Dal palco di
“Gli ultimi saranno”, a getto continuo, il fiume lavico di un’arte allo stato puro si immetteva continuamente in un mare di “Uommene e Uommene” che hanno ricevuto e donato elevazione e beneficio. Un mare di “Uommene e Uommene” che ha saputo accogliere, plasmare, calmare e addomesticare quell’onda d’arte, di fuoco e d’anima. Un mare di “Uommene e Uommene” nei cui occhi vi era incisa una preghiera che attendeva solo di essere cantata; “IO sono Te”
Una Scopa sciamana che diventa chitarra, magistrali percussioni che trasformano materiali di “scarto” in strumenti polifonici, alberi che si rincorrono liberamente, preghiere, canti, voci, invocazioni, sorrisi, lacrime e mascherine. Questo, e “tutto ‘o rieste”, l’insieme di strumenti, testimonianze e scorci di vita mediante i quali siamo riusciti a far germogliare cenere fertilizzante, lava e lapilli danzanti sulle onde del mare sottostante. 
Così, le danze del fuoco di sopra e quelle delle acque di sotto hanno lasciato un ricordo indelebile nelle tasche di tutte e tutti; germogli di amore e libertà. 

Presente all’evento anche l’On. Carmen Di Lauro, e il Garante dei Detenuti della Campania Samuele Ciambriello, che ha chiuso l’evento ricordando: “Non importa quante volte si cade, l’importante è saper rialzarsi”.

In basso: il servizio del TGR Campania sull’evento.